La storia
del pomodoro












Le prime coltivazioni di pomodoro nel comprensorio di Pachino (50 km a sud di Siracusa, nell’estrema punta meridionale della Sicilia) risalgono al 1925 circa, in quelle aziende che disponevano di acqua di irrigazione da pozzi freatici. Si constatò, già a quell’epoca, che il pomodoro coltivato in quest’area presentava caratteristiche che lo differenziavano notevolmente da tanti altri pomodori. Anzitutto entrava in produzione con un anticipo di circa 15-20 giorni; inoltre presentava una colorazione brillante, dovuta a una buccia particolarmente resistente e il grado Brix, che misura la quantità di zuccheri, era sempre particolarmente alto e per questo motivo al gusto risultava assai più dolce e saporito degli altri. L’intensificazione delle coltivazioni di pomodoro, dovuta a una riconversione dell’economia agricola locale a seguito della crisi della viticoltura degli anni '70, permise a questo pomodoro di consolidare la propria reputazione sui mercati ortofrutticoli nazionali, dove veniva inviato per la vendita all’ingrosso. Presto l’ottima reputazione di un pomodoro “speciale” cresciuta rapidamente presso gli operatori ortofrutticoli, consolidò la prassi dei produttori locali di rimarcare ed evidenziare sulle cassette il nome della città di provenienza, diventato ormai sinonimo di qualità. Sperimentazioni continue sulle varietà hanno portato le aziende a selezionare nel tempo tipologie che esaltavano le proprietà organolettiche del pomodoro e che meglio rispondevano alle caratteristiche peculiari del terreno di coltivazione e dei fattori climatici del territorio. Tra questi emerse presto la varietà “cherry”, dalla caratteristica forma “a ciliegino” raccolto in piccoli grappoli, il cui successo finì per identificare spesso nell’immaginario collettivo tale varietà nel Pomodoro di Pachino “tout-court”. Il fenomeno di imitazione massiccia da parte di tantissimi altri produttori estranei al territorio di produzione, che spacciavano per Pomodoro di Pachino pomodori similari nella forma e nella tipologia, accompagnò in modo crescente l’ascesa della reputazione di questo prodotto, provocando non poche preoccupazioni presso gli operatori del luogo. Per contrastare tale fenomeno venne avviata intorno agli anni '90 l’istruttoria per il riconoscimento della indicazione geografica protetta (IGP) Pomodoro di Pachino, poi inserito ufficialmente nel registro europeo delle Dop e Igp. Con tale riconoscimento, contrassegnato da apposito logo e bollino sulle confezioni, si iniziò da allora a certificare che il Pomodoro di Pachino IGP è solo quello prodotto in una specifica area geografica, delimitata dal Disciplinare di produzione Uno dei luoghi comuni più diffusi identifica il vero Pomodoro di Pachino IGP con la varietà detta comunemente “ciliegino”, ma in realtà il disciplinare classifica e tutela ben quattro tipologie diverse di pomodoro, tutte con peculiarità diverse e destinate a diversi segmenti di mercato. Sono tutte tipologie accomunate da un elevato grado brix, da una straordinaria resistenza post-raccolta e da un colore brillante e attraente. Uno dei luoghi comuni più diffusi identifica il vero Pomodoro di Pachino IGP con la varietà detta comunemente “ciliegino”, ma in realtà il disciplinare classifica e tutela ben quattro tipologie diverse di pomodoro, tutte con peculiarità diverse e destinate a diversi segmenti di mercato. Sono tutte tipologie accomunate da un elevato grado brix, da una straordinaria resistenza post-raccolta e da un colore brillante e attraente. La zona di produzione del Pomodoro di Pachino IGP comprende l’intero territorio comunale di Pachino e Portopalo di Capo Passero e parte dei territori comunali di Noto (provincia di Siracusa) e Ispica (provincia di Ragusa). Il legame tra il Pomodoro di Pachino IGP e il territorio di produzione sta alla base del concetto di unicità che lo contraddistingue. E’ stato accertato infatti che i fattori di successo dell’autentico Pomodoro di Pachino IGP derivano dal livello di salinità delle acque irrigue, dall'ottima fertilità dei terreni, dalle temperature molto miti che si verificano solo in questa ristretta zona e dal livello altissimo di esposizione ai raggi solari: il comprensorio è infatti esposto a una radiazione globale superiore di circa il 30% rispetto alle zone limitrofe. Recenti studi hanno dimostrato che la zona sud della provincia di Siracusa (Pachino in particolare) ha il livello di luminosità e di intensità radiante più alto d’Europa.

Il migliore
pomodoro

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